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Nel resto del mondo, le auto sono solo cose che si usano…

Nel resto del mondo, le auto sono solo cose che si usano, ma a Modena, in Emilia, sono al contrario oggetti fondamentali, di fatto assimilabili a membri della famiglia o animali domestici.

Qui alziamo il cofano come si apre uno scrigno che contiene un tesoro e guardiamo il motore pieni di ammirazione e di soddisfazione per come é stato dapprima pensato, poi forgiato e infine assemblato. Se é sporco, o peggio rotto, siamo preoccupati e addolorati.

Guardiamo la linea della nostra auto e di quelle altrui riflettendo sui loro significati e sul raggiungimento o meno da parte loro dei nostri ideali di bellezza e funzionalità.

Portiamo l’auto dal meccanico, dall’elettrauto o dal gommista con la stessa trepidazione con cui una mamma porta il suo bambino dal pediatra.

Nel resto del mondo, vanno solo a fare rifornimento: noi parliamo per ore di benzina, gasolio, GPL, metano, benzina agricola, benzina e gasolio premium, additivi, idrogeno, impianti misti e così via.

Per questo in Emilia l’auto elettrica, che é una vera e propria non-auto, perché dell’auto difetta il componente fondamentale, intorno al quale é costruito tutto il resto, cioè il motore, non prenderà mai piede.

É un veicolo che puoi sicuramente usare, ma che non potresti mai amare e qui, mi dispiace, ma le auto le dobbiamo amare, altrimenti niente.

L’auto elettrica é come una donna bellissima senza la figa.

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